Voglio agenzie che si innamorino di questi Spazi Vivi

By 20 gennaio 2017Post

È una vita che organizzo cose.
In contesti differenti, con finalità differenti, oggetti differenti, soggetti differenti.

Una cosa però è trasversale a tutte le mie esperienze: se hai una buona trama ma non hai un buon ordito non esce un buon tessuto.
La trama sono gli oggetti, l’ordito è rappresentato dalla capacità di combinarli e di far sì che si valorizzino reciprocamente, giacché non è la semplice somma a garantire il risultato.

Da un paio di anni mi occupo, professionalmente, di organizzare eventi.
In particolare gestendo lo Spazio MIL a Sesto San Giovanni.

In questi mesi ho lavorato con alcune agenzie e in qualche caso con aziende che organizzano autonomamente i loro eventi.
Qualche volta (poche per fortuna) ho incontrato Persone che cercavano dei metri cubi da riempire.

Più spesso ho incontrato Persone che volevano realizzare i loro desideri in un luogo che li sapesse ospitare.

Ora qualcuno potrà pensare che questa sia una frase ad effetto… captatio benevolentiae
Vi dirò, l’ho pensato anch’io qualche volta, all’inizio di questa avventura, fino a che non ho “sentito mio” questo spazio, fino a che non ho imparato a conoscerlo, fino a quando ho capito che nessuna domanda può arrivare a chiedere tutto ciò che può offrire.

Se il mio cliente (per me lo sono sia le aziende, sia le agenzie…) mi dice cosa sta desiderando io posso aiutarlo, mettendo a disposizione questo spazio come non sa immaginare, come non saprei scrivere sul sito, come non si può capire da un sopralluogo.

I clienti che stanno ritornando si stanno innamorando di questa possibilità, non solo dello spazio…
Della presenza relazionale, non solo della disponibilità e del servizio…

Lo spazio fisico è la trama, il bisogno del cliente è la trama.
Passare dal desiderio al progetto è possibile ma solo se c’è qualcuno che fa da ordito.

Voglio agenzie che si innamorino di questa possibilità, di questi Spazi Vivi.

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